Come si divertono e come si mantengono belli i trentini.
The Bastard sons of Dioniso in concerto a Borgo

Nel mezzo del cammin di nostra movida Il telefono comincia a squillare che non sono ancora le cinque del pomeriggio. Si sondano gli umori, si ispezionano possibilità e disponibilità. Chi c’è, chi non c’è, dove si va. Sono le grandi manovre in vista della movida serale e notturna. In Trentino, naturalmente. Perché forse è giunto davvero il momento di farla finita con il solito cantilenante luogo comune del “qui non succede mai nulla” e del “a Milano e a Verona, là sì che c’è vita”. (continua sull’edizione cartacea)
Bellezza, quanto mi costi? L’incubo della “prova bikini” sta per ricominciare. Ma anche i maschietti non sono da meno, perché ormai la cura della propria bellezza è un must irrinunciabile e senza sesso. Mediamente per questa voce del bilancio una famiglia in Trentino spende dai 300 ai 350 euro al mese, ma c’è anche chi arriva a spendere più di 300 euro a testa per restare in forma. Un donna spende per le creme per il viso dai 3,5 ai 30 euro, per quelle rassodanti dai 12 ai 40 euro, per quelle anti-cellulite dai 15 ai 45 euro, mentre gli uomini e i ragazzi spendono rispettivamente dai 30 ai 100 euro e dai 15 ai 32 euro. Se questi prodotti si acquistano almeno ogni due mesi, ogni membro della famiglia destina dai 40 ai 70 euro al mese all’attività sportiva frequentando una palestra. (continua sull’edizione cartacea)
Che “Bastardi” quei bravi ragazzi Hanno trasformato un aggettivo ingiurioso in un allegro sostantivo. Hanno sdoganato i meticci definendosi figli di Dioniso, il figlio bastardo che Zeus aveva concepito nella sua ennesima scappatella con una mortale. Avessero scelto “meticci” anziché “bastardi” – come, da qualche anno, sono e vogliono continuare ad essere chiamati – forse non avrebbero avuto quel consenso mediatico che stanno ottenendo, settimana dopo settimana. Da quando cioè sono approdati a “X Factor”, il format che sta portando Rai Due ai picchi d’ascolto delle più blasonate stagioni. (continua sull’edizione cartacea)
Museo degli Usi e Costumi della gente trentinaAttorno ad un misterioso chiostro gotico triangolare, cuore pulsante dell’antico monastero fortificato degli Agostiniani eretto a San Michele all’Adige già nel primo medioevo, a partire dal 1968, per volontà e animo di Giuseppe Sebesta (Trento, 1910-2005), etnografo, regista, scrittore, antropologo, nasce il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, regolamentato dal 1972 con Legge Provinciale. Diretto ora da un vulcanico direttore, Giovanni Kezich, il quale ha voluto andare oltre la classica tradizione dei musei italiani del folklore i quali ruotano attorno alla semplice esposizione di cose “belle” dell’arte popolare, la struttura ha conquistato l’interesse di tutti gli studiosi, e non solo europei, per quella capacità di legare passato e presente... (continua sull’edizione cartacea)








